L’Israele Britannico

 

British 'Coat of Arms'

La Bibbia, parlando genericamente è composta per circa un terzo da documentazione storica, un altro terzo ci serve come linea guida, come cristiani, ed un altro terzo ancora dei suoi contenuti è composto da profezie. In 2 Timoteo 3:16,17 si legge:

"Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera."

Dio ci assicura in ISA 46:9,10 che TUTTO QUELLO che ha deciso si verificherà.

C’è una connessione tra Israele del Vecchio Testamento e la Gran Bretagna di oggi. L’origine della relazione può essere rintracciata in Abramo e nel suo albero genealogico:

Abramo

GEN 12:1-2 Dio promette che Egli creerà una grande nazione proveniente d’Abramo (Abrahamo).
GEN 17:1-2 Abramo (in ebreo: 'un padre grande') ha ricevuto un nuovo nome da Dio:  Abrahamo (in ebreo: 'un padre di molte nazioni').

Al versetto 7 dello stesso capitolo, Dio ha confermato che sarà un patto duraturo tra Lui e Abramo.

Isacco

Abrahamo diede il diritto di nascita al primogenito Isacco sebbene non fosse nato per primo (GEN 25:5; GEN 17:18). Il vero primogenito era Ismaele, nato dal matrimonio di Abramo con Hagar. Ismaele andò a vivere ad est e fu il padre degli Arabi (GEN 16:12).

Esaù e Giacobbe

Questi erano i due figli di Isacco e di sua moglie Rebecca. Esaù era il primogenito, ma Giacobbe (in ebreo: 'usurpatore') astutamente ottenne la benedizione di suo padre (GEN 27:26-29).

Qual era il significato del diritto di nascita?

Diritto di nascita e scettro

Il diritto di nascita del primogenito riguarda la dote materiale posseduta dal padre, che in questo caso includeva anche le promesse che Dio aveva fatto ad Abramo ed ai suoi discendenti.

Il diritto di nascita è un diritto naturale che si ha sin dalla nascita. Questo privilegio va da discendente in discendete e non dipende da nessun’altra condizione o attributo.

È inoltre importante spiegare un’altro termine, “lo Scettro”. Lo scettro rappresenta simbolicamente l’ufficio regale ed il potere. Il possesso dello Scettro indica la continuità della linea reale. Questa conduce infine a Gesù Cristo, il Re dei Re. Entrambi, il diritto di nascita e lo Scettro, furono passati prima ad Isacco e poi a Giacobbe.

Flowchart of the Twelve Sons of IsraelThe Twelve Sons of Israel Giacobbe:

Due eventi della vita di Giacobbe furono particolarmente importanti:

Primo evento: Giacobbe sognò una scala che saliva fino al cielo. Egli untò la pietra che aveva usato come cuscino con olio. Questa pietra sarebbe riapparsa più tardi. (GEN 28:10-22).

Secondo evento: dopo aver lottato con l’angelo di Dio, Giacobbe ricevette un nuovo nome: ISRAELE (In ebreo: “un principe di Dio”) (GEN 32:24-28).

Ruben:

Il primogenito era Ruben. Ma lui non ebbe il diritto di nascita, perché ebbe una relazione con la concubine di suo padre, come si legge in GEN 35:22.

Giuseppe:

Giuseppe era anche uno dei dodici figli di Israele. I suoi fratelli, ingelositi, lo vendettero come uno schiavo (GEN 37:12-36). Tuttavia Dio lo benedisse. Egli diventò “primo ministro” d’Egitto e in questo modo ebbe la possibilità di salvare l’Egitto, e tutta la sua famiglia, dalla carestia.

La sua intera famiglia venne in Egitto per abbitare nel paesaggio di Goshen (vedi Genesi 46).

Efraim e Manasse:

Giuseppe aveva due figli: Efraim e Manasse. Loro furono benedetti dal padre di Giuseppe, Israele (formalmente chiamato Giacobbe).

GENESI 48
GEN 48:1-4 Ripetizione delle promesse di Dio a Giacobbe.
GEN 48:5 Israele adottò i due figli di Giuseppe.
GEN 48:13-16 "...Siano chiamati con il mio nome (Israele), con il nome dei miei padri, Abraamo e Isacco..."
GEN 48:18 Entrambi ottennerò il diritto di nascita. Manasse (il primogenito) sarebbe diventato "una grande nazione", ed Efraim (il più giovane) sarebbe diventato "una moltitudine (Commonwealth) di nazioni."

Sentiremo parlare molto di Efraim e Manasse e delle nazioni che rappresentano oggi.

Map of the location of the tribes of Israel in CanaanGEN 49:8-10: Giacobbe benedì i suoi dodici figli e diede lo scettro a Giuda. Ciò significò che il potere regale e la sua linea sarebbe continuato attraverso Giuda.

Circa 225 anni più tardi: Un altro faraone stava governando l’Egitto. Egli ben presto venne a sapere di Giuseppe e la sua famiglia, e ridusse gli israeliti in schiavitù.

Mosè:

Egli fu l’unico, chiamato da Dio, a condurre il popolo di Israele (circa 2 milioni di persone) fuori dall’Egitto.

Mosè ricevette i dieci comandamenti sul Monte Sinai. La continua ribellione del popolo verso Dio procurò loro come punizione il vagare nel deserto per 40 anni. A quel tempo il popolo di Israele non aveva un re. Dio stesso governò ed aiutò il Suo popolo.

Tutte le tribù insieme fanno il popolo di Israele.

Giosuè:

Giosuè era il successore di Mosè ed Israele raggiunse la Terra Promessa sotto la sua guida. La terra Promessa era divisa fra tutte le tribù.

Map of the Northern and Southern Kingdom of IsraelNorthern and Southern Kingdom of Israel

Giudici:

I Giudici governarono il paese e assicurarono che i comandamenti di Dio sarebbero stati messi in atto e che i trasgressori sarebbero stati puniti.

 

Il popolo di Israele si lamentò di questo e volle avere un RE dopo le loro tradizioni pagane.

Contese e guerre insorserò tra le tribù di Israele, e la Terra Promessa fu infine divisa nel Regno del Nord ed in quello del Sud.

Il primo re a governare Israele fu Saul. Tuttavia, fu rigettato da Dio per aver disobbedito e lui ed i suoi figli furono distrutti. Il successore di Saul fu David (in ebreo “amato”). Egli apparteneva alla tribù di Giuda ed era chiamato"un uomo con il cuore di Dio"

 

 

 

 

Dio fece delle promesse meravigliose a Davide: Vedi 2 SAM 7:12-16,19

Versetto 13b "... io renderò stabile per sempre il trono del suo regno."
 
Versetto 16 "Egli edificherà una casa al mio Nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno.."

Queste promesse furono categoriche e durature. Il versetto 19 si riferiva ad un futuro più lontano.

Solomone divenne poi re dopo David. Ma purtroppo lui si distaccò da Dio e fu conseguentemente punito. Tuttavia, ciò non intaccò le promesse di Dio ed il patto fatto tra Dio e David (1 RE 1). Il regno diviso fu riunito per alcuni anni durante l’impero di David, ma infine si divise in Regno del Nord e Regno del Sud.

Giudei - Israele

A questo punto è importante spiegare brevemente le parole Giudei ed Israele. Molti usano i due termini in maniera interscambiale a loro piacimento credendo che essi in realtà lo stesso significato e che indichino lo stesso popolo. Purtroppo non è così.

Originariamente, la nazione di Israele era composta da 12 tribù, il loro nome derivava da quello del loro antenato Israele (= Giacobbe). Giuda era una di quelle tribù. Dopo la divisione in Regno del Nord e Regno del Sud, queste tribù, il popolo di Israele, furono divise in due gruppi. Conseguentemente, il regno del Sud era composto solo dalla tribù di Giuda (da cui il termine dei  Giudei), dalla tribù di Beniamino e da alcune parti della tribù di Levi (vedi le mappe 2a e 2b a pagina 4).

Successivamente, poiché solo il Regno del Nord consisteva in ben 10 tribù di Israele, fu chiamato “Israele”. Quindi, quando la Bibbia parla di “tribù di Israele”, essa si riferisce in primo luogo alle 10 tribù separatamente.

Come sappiamo, il nome “Israele” fu anche dato ai figli di Giuseppe (Efraim e Manasse) (GEN 48:16).

Davide

Dio diede il regno di Israele a David in seguito ad un patto duraturo (2 CRON 13:4,5). In un altro versetto, vediamo che Dio aveva promesso di mettere i suoi discendenti sul trono per sempre (SALM 89:29,30). Questo patto ci sarebbe sempre stato anche se suo figlio avesse peccato e si fosse allontanato da Dio (SALM 89:31-37).

Da Roboamo (successore di Solomone) a Sedekia,  si può vedere il continuo succedersi sul trono dei discendenti di Davide. Tuttavia, la successione sembra interrompersi ad un certo punto.

Geremia

Geremia, profeta al tempo del sopra citato Re Sedekia, ebbe un ruolo molto importante nel verificarsi degli eventi nella storia di Israele.

Ciò viene anche rimarcato dal fatto che lui è uno del pochi che, come si dice nella Bibbia, furono scelti da Dio ancora prima di nascere. Giovanni Battista e Gesù Cristo sono gli altri due. La missione di Geremia è chiaramente spiegata nel capitolo 2, al versetto 10 del libro che prende il suo nome:

"Ecco, oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare."

Sedekiah, il successore di David, fu catturato e portato in Babilonia. Suo figlio ed i nobili furono uccisi (GER 39:1-7). Egli fu tenuto prigioniero fino alla sua morte (GER 52:11).

Ciò sollevò la questione su chi avrebbe potuto portare avanti la linea di Davide. Chi era il successore al trono di Davide? Una speranza era riposta nel predecessore di Sedekiah, Joiakim. Lui era stato catturato da Nebucadnetsar ma fu poi liberato (2 RE 25:27-30).

Purtroppo, non c’erano possibilità che lui fosse il successore al trono poiché Dio Stesso aveva proclamato che nè Joiakim (= Conia) nè nessuno dei suoi figli avrebbe mai potuto sedersi di nuovo sul trono (GER 22:24,25,30).

Dio sarebbe stato capace di mantenere il patto con David, che il suo trono sarebbe durato per sempre? Prima di dare una risposta a questa domanda, diamo un’occhiata alla situazione del popolo di Israele a quel tempo.

Al tempo del regno di Re Sedekiah (Re del Regno del Sud), le dieci tribù di Israele (Regno del Nord) erano già state costrette a stare in schiavitù sotto gli assiri per 130 anni. I conquistatori  ripopolarono  con altre nazioni il regno del Nord ormai vuoto. Fra di essi c’erano anche persone provenienti da Babilonia, da Cutha, Avva, Hamath, ecc. (2 RE 17:24). Questi popoli vivevano ancora in Samaria al tempo di Gesù. Tramite la Bibbia sappiamo che i Giudei (Regno del Sud) non si mescolarono con i pagani della Samaria fino al tempo di Gesù, 600 anni più tardi. La capitale del Regno del Nord era Samaria.

Geremia, Ezechiele e Daniele furono usati come profeti quando Gesù fu portato via (130 anni dopo il popolo di Israele).

Quindi, Geremia portò a termine la prima parte della sua missione: "demolire e distruggere", ma il regno non fu poi ricostruito.

Come già sappiamo, tutti i figli di Sedekiah morirono. Geremia era anche uno degli schiavi che furono trasportati in Babilonia. Egli fu rilasciato da Nebucadnetsar con il permesso di andare ovunque egli desiderasse. Il suo viaggio lo portò a Mitspa (GER 40:6).

Il motivo erano le figlie di Sedekiah (GER 41:10). Geremia sapeva che la legge ebraica permetteva alle figlie di diventare eredi dirette in assenza di eredi maschi. Ma c’era una condizione ovvero che esse si sposassero con qualcuno della stessa tribù (NUM 27:7-10; NUM 36).

Geremia andò in Egitto con le principesse ed il suo assistente Baruc. Aveva trovato le principesse e quello di cui aveva bisogno ora  era un uomo della linea regale e della tribù regale di Giuda. Per trovarlo dobbiamo risalire all’albero genealogico di Giuda.

In Genesi 38:29 & 30 si parla della nascita dei due gemelli di Giuda. Si chiamavano Zara e Farez. Zara era il primogenito, ma mentre stava per nascere ritirò dentro la sua mano (con il filo rosso) e quindi Farez venne fuori dal ventre per primo.

La rottura di cui parlò l’ostretica (GEN 38:28-30) sarebbe stata guarita molto tempo dopo.

La linea di Farez, il secondogenito, fu benedetta e Davide discendeva proprio da questa linea.

Diagram of the Line of Pharez

La guarigione della rottura poteva solo significare che lo scettro sarebbe passato dalla linea di Farez alla linea di Zara. Questo trasferimento non si verificò prima dell’epoca del Re Sede­kiah di Giuda perchè egli era un discendente della linea Farez. Pertanto ciò si doveva verificare dopo che il Re Sedekiah avesse lasciato il trono. Tuttavia, Dio aveva promesso a David che la sua linea (Farez) sarebbe rimasta sempre sul trono, per tutte le generazioni. Quindi, la guarigione poteva solo verificarsi se un erede al trono della linea di Farez avesse sposato un discendente della linea di Zara.

La storia ci dimostra che un gruppo appartenente alla linea di Zara raggiunse la costa centro – orientale Irlandese all’epoca del regno del Re Davide.

popoli di Israele oggi

Torniamo al popolo di Israele (Regno del Nord) dopo che essi furono deportati e poi liberati. Dove andarono? O per meglio dire, dove sono oggi? La Bibbia ci offre alcune profezie circa i luoghi dove Israele andò dopo esser stato reso libero:

Vediamo tutte le carateristiche dei posti che Israele sarebbe dovuto possedere.

  1. Essi non avranno alcun re per molto tempo: OSEA 3:4 "Rimeranno molti giorni senza un re".

  2. Il trono sarà nel mare ed il popolo governerà sul mare. 2 SAM 7:10: "e non andrà più via". Così Israele avrà finalmente una terra. OSEA 12:2: "Seguono il vento d’est = verso l’occidente". SALM 89:25: stabilirò la mano (= Scettro) di David nel mare; il suo trono sarà nel mare e lui controllerà le rotte del mare"

  3. Questa terra è a nord ovest di IsraeleISA 49:3,6: in riferimento a Israele (Giacobbe). Versetto 12: da molto lontano dal nord e dall’ovest = nord-ovest (non c’è nessuna parola ebrea che significa nord-ovest).

  4. si trova su un’isola molto lontana. GER 31:9&10: sulle isole "molto lontane".

Quando prendi una mappa geografica dell’Europa e tiri una linea dritta da Gerusalemme verso Nord Ovest, attraverso il continente europeo e il mare, e poi lungo le isole nel mare, arrivi direttamente alle Isole Britanniche!!

Inoltre, ci sono moltissimi fatti storici che dimostrano che la Gran Bretagna e gli USA sono proprio le “tribù perdute” di Efraim e Manasse. Daremo più in là uno sguardo ad essi:

I nomi ebrei

Il popolo di Israele è anche conosciuto come “il popolo del patto”. La parola ebrea per “patto” è  'berith' (che si pronuncia 'brit'). La parola ebrea per “uomo” o per “popolo“ è 'iysh' oppure 'ish'. La parola per “uomo del patto” oppure per “popolo del patto” sarebbe quindi  'Brit-ish'. Sarà pure una mera coincidenza che il popolo del patto di Dio si chiama oggi “British” (Britannico)?

Abramo ricevette una promessa da Dio che la sua discendenza si sarebbe chiamata Isacco (GEN 21:12). Ciò viene enfatizzato ancora una volta in ROM 9:7 ed in EBR 11:18. Si tratta di una mera coincidenza il fatto che il termine “Sassoni” ('Saxons') sembri essere molto simile al termine “figli di Isacco”  ('Saac's sons')?

Sulle tracce di Dan

Giacobbe profetizza in GEN 49:17 che la tribù di Dan sarebbe stata "un serpente sulla strada".

La tribù di Dan viveva originariamente sulla costa mediterranea, ad occidente di Gerusalemme. In Joshua 19:47 si legge che la tribù di Dan aveva conquistato una città straniera e l’aveva chiamata come il loro padre Dan. Le frasi in GIUDI 18:11-12,29 confermano che era una cosa molto usuale presso la tribù di Dan.

La tribù di Dan si è portata dietro molti nomi geografici nel corso delle sue migrazioni che assomigliano molto al suo vero nome: Den, Don, Din. Per esempio, possiamo trovare nomi di fiumi come il  Dnepr (in italiano Nipro), Dnjestr (in italiano Nistro) ed il Don. Ulteriori esempi sono il Danubio e la Danimarca (che significa “terra di Dan”).

Fonti storiche irlandesi dimostrano che i nuovi immigrati arrivati in Irlanda si furono chiamati  "Tuatha de Danaan". Tradotto significa “la tribù di Dan”.  Occasionalmente veniva usato "Tuathe De" che significa qualcosa come “il popolo di Dio”.

Si possono trovare molte alter prove in Irlanda: Dans-Laugh, Dan-Sower, Dun-dalk, Dun-drum, Don-egal Bay, Don-agal City, Dun-gloe, Din-gle, Dunsmore, etc. etc. Il nome 'Dunn' in irlandese ha lo stesso significato di Dan in ebreo: “giudice”. In Scozia ci sono molti “Dans”, 'Dons' e 'Duns', come in Irlanda.

Le registrazioni storiche irlandesi

La storia dell’Irlanda ci offre ulteriori informazioni su dove Geremia avesse “ripiantato” il trono nuovamente dopo averlo “sradicato”. Alcuni secoli prima di David, un gran numero di immigrati chiamati  "Tuatha de Danaan" (la tribù di Dan) raggiunse la costa Irlandese per mare, scacciò via le altre tribù e si stabilì lì. Più tardi, durante la vita di David, (circa nel 1000 a.C.), un altro gruppo, questa volta appartenente alla linea di Zara, venne in Irlanda dal Medio Oriente.

Nel 569 a.C. un vecchio patriarca dai capelli bianchi giunse in Irlanda, le fonti storiche dicono che lui era a quel tempo considerato un “santo”. Aveva molti assistenti che lo accompagnavano. Uno si chiamava “Simone Brach” che fu anche chiamato “Breck”, “Berech”, “Baruch” o “Berach” in altre illustrazioni storiche. C’era anche una principessa dal nome ebreo, “Thepi”, insieme a loro. “Thepi” era  solo uno pseudonimo, il suo vero nome era  'Tea-Thepi'.

Geremia aveva portato con se, nel corso del suo viaggio verso l’Irlanda alcuni oggetti molto importanti: per esempio c’erano cose come un’arpa, un baule ed una pietra con su scritto il nome 'Lia-Fail' o 'Pietra del Destino”. Il nome della pietra può essere letto sia da sinistra verso destra (il nostro modo di leggere) sia da destra verso sinistra (ome si legge in ebreo): Lia-Fail.

Difficilmente si può dire che sia una coincidenza il fatto che la maggior parte dei re irlandesi, scozzesi e della Gran Bretagna furono incoronati su questa pietra, inclusa l’odierna Regina Elisabetta II.

Oggi, questa pietra è nel castello di Edinburgh, dopo essere state rimossa da sotto il  trono reale dell’abbazia di Westminster. Fino agli anni 50, c’era un piatto vicino alla pietra con su scritto “Il pilastro di Giacobbe” (GEN 28:18).

Emblem of Northern IrelandEven the red hand in the coat of arms of Northern Ireland can be explained with the Zarah-line (scarlet thread). Herremon

Herremon (un principe della linea di Zara), il marito della principessa ebrea Thepi salì sul trono del padre per diventare re.

La corona indossata dai re di questa linea aveva 12 punte (= il numero dei figli di Israele).

Quando tutti i fatti vengono messi tutti insieme, si può facilmente giungere alla seguente conclusione:

  1. Il patriarca dai capelli bianchi e “Santo” era Geremia.
  2. La principessa ebrea Tea era la figlia del Re Sedekiah di Giuda.
  3. The attendant of the patriarch 'Simon Brach' was the writer Baruch.
  4. Il re Herremon era un discendente di Zara ed il matrimonio con una donna della linea di Farez ha guarito la vecchia “rottura”.

Pertanto, non dovremmo più sorprenderci nel trovare che c’è continuità tra David e l’odierna Regina Elisabetta II.

La parola di Dio fu diffusa in particolare in Inghilterra (Efraim) ed in America (Manasse) che hanno origine nella loro identificazione con Israele.

Quindi, non deve meravigliarci il fatto che la realtà geografica di Israele oggi (= tribù di Giuda) ha sempre l’America e l’Inghilterra dalla sua parte quando hanno a da affrontare questioni spinose.

"La parola del signore è diritta e tutta la sua opera è fatta con fedeltà." SALM 33:4


L’incoronazione

La cerimonia di incoronazione dei re e delle regina della Gran Bretagna risale al 732 a.C. 

Le similitudini tra la cerimonia odierna e quella dei re del casato di David sono strabilianti.   .

L’entrata del re nell’abbazia

Il re viene accolto davanti alla porta dell’Abbazia di Abbey dalle autorità politiche ed ecclesiastiche e poi viene condotto all’interno. Il coro canta il SALM 122, scritto da Re David.

Presentazione del re

L’arcivesco di Canterbury presenta il nuovo re al popolo. Egli viene annunciate ai quattro angoli del mondo. Con ogni annuncio, il popolo da il suo consenso esclamando "Dio salvi il re !"

Il popolo di Israele gridava le stesse parole per Saul, il suo primo re (1 SAM 10:24).

L’unzione con l’olio

Mentre il  re sta seduto sul trono, l’arcivescovo recita la seguente preghiera:"Oh Signore, Santo Padre, che con l’unzione con l’olio hai consacrato Re, Sacerdoti e Profeti perchè insegnassero e governassero il tuo popolo di Israele. Benedici e santifica il tuo servo prescelto (nome), che attraverso il nostro ufficio e ministero sarà ora unto con quest’olio, e consacrato Re di questo Regno. Donagli forza, oh Signore, con lo Spirito Santo il Confortatore. Sostienilo e rendilo stabile con il Tuo Spirito libero e principesco, lo Spirito della saggezza e del governo; lo Spirito del Consiglio e della Forza Santa; lo Spirito della Conoscenza e della vera Santità, e ricolmalo, oh Signore, con lo Spirito della Tua Santa Paura, ora e per sempre. Amen."

A questo punto, il coro inizi a cantare l’inno  "Zadok il sacerdote" di Handel. L’inno parla di Solomone che veniva consacrato re dal sacerdote  Zadok nel 969 a.C.. (1 RE 1:34,35,39).

Il passaggio degli emblemi reali

Photo of the Royal Insignia - The SwordsRoyal Insignia - The Swords Le spade:

Il re viene insignito con sue spade: la spada appuntita della giustizia spirituale e la spada senza punta della misericordia (vedi ZAC 7:9).

 

Photo of the Royal Insignia - The BraceletsRoyal Insignia - The Bracelets

I bracciali:

Questo emblema risale al tempo di Saul (vedi 2 SAM 1:10). Esso ci dimostra che il re è il capo militare.

 Photo of the Royal Insignia - The OrbRoyal Insignia - The Orb

 

 

 

 

Orbe:

quando l’orbe viene passata, l’arcivescovo sottolinea la re che Gesù Cristo è l’unico governatore di questo mondo, il Re dei re ed il Signore dei signori. Coloro che non otterranno la sua autorità, né seguiranno i suoi comandamenti, non saranno capaci di governare con serenità.

 

Il vestiario:

Il re riceve l’abbigliamento da sacerdote proprio come fece il sacerdote Aaron in Esodo 28:4. Ciò indica il suo ruolo come capo della chiesa.

L’anello dell’incoronazione:

L’anello indica l’unità tra il re ed il suo popolo; il suo “matrimonio” con la nazione (vedi GER 3:14). In passato, l’anello era un simbolo di potere ed onore (GEN 41:42; LUC 15:22).

I due scettri:Photo of the Royal Insignia - Two SceptresRoyal Insignia - Two Sceptres

I due scettri risalgono al tempo dell’esodo del popolo di Israele dall’Egitto. A quel tempo, Dio scelse Mosè ed Aaron come capi. Lo scettro con la croce rappresenta il potere reale. Esso corrisponde alla verga di Mosè che era un simbolo del potere che Dio gli aveva dato (ESOD 14:15,16).

Lo scettro con la colomba (= Spirito Santo) simbolizza la giustizia e la misericordia. Nei libri dell’Esodo e nei Numeri si legge spesso che Aaron aveva una verga quando esercitava il suo ufficio di sacerdote.

Con la morte di Gesù (MATT 27:51) vennero vietati sia i sacrifici sia le leggi sul fare i sacrifici (COL 2:14). Tuttavia, le leggi nazionali che comprendevano i comandamenti, gli statuti e le ordinanze legali (DEUT 4:1; 5:31; 7:11; LEV 26:46) continuarono ad esistere ed ad essere applicate ancora oggi. (MATT 5:17; DAN 9:25).

Jesus Christ will take up the throne of David on His return. He will hold both the sceptres as King and High Priest and will rule over all the nations of the earth.

Alla fine del passaggio viene citato il Salmo 45:6-7.

L'incoronazione:

Il re, stando seduto sul trono, riceve la corona. La corona ha una croce per indicare che Gesù Cristo è l’unico re e governatore. Sulla base finale della corono sono poste 12 grandi pietre preziose. Il loro numero è di grande impportanza: sono uguali a quelle indossate dai Sommi Sacerdoti di Israele. (ESO 28:15-21; ZAC 9:16-17).

Presentazione della Bibbia:Photo of the Royal Insignia - The CrownRoyal Insignia - The Crown

Al re viene offerta una Bibbia con la copertina di velluto rosso riportante le seguenti parole:

"Oh nostro amato Re: affinchè la sua Maestà abbia sempre a mente la Legge ed il Vangelo come regole per tutta la vita e per il governo dei principi cristiani, noi ti offriamo questo libro, la cosa più preziosa che ci sia al mondo. Esso contiene la Saggezza: questi sono gli Oracoli viventi di Dio"

Era stato già preannunciato a Mosè che i re di Israele avrebbero ricevuto le parole, gli statuti di Dio durante la loro incoronazione (DEUT 17:14-19). Subito dopo il coro canta il SALM 21:1-3.

Confermazione del re da parte del popolo

Alla fine della cerimonia d’incoronazione, ogni persona presente dona il proprio consenso alla legittima elezione del re esclamando ripetutamente e a gran voce: “Dio salvi il re” (1 RE 1:39-40). Gli applausi sono accompagnati dal forte suono delle trombe (2 RE 11:14).

Come si può vedere, i diversi momenti della cerimonia d’incoronazione hanno il loro fondamento nella Bibbia. Dio ci chiama ad onorare e rispettare il re o la regina che Egli ha scelt.

** DIO SALVI LA REGINA **

Il blasone reale della Gran Bretagna

British 'Coat of Arms'

I differenti blasoni in tutto il mondo sono il simbolo della storia delle nazioni che essi rappresentano.

Il blasone reale britannico ha dei particolari che identificano il popolo della Gran Bretagna come discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe.

Esso, così come si presenta oggi (aldilà di piccolo variazioni), esiste sin dal regno di Re Giacomo I (1603-1625 A.D.). Egli fu l’unico che promosse una nuova traduzione inglese della Bibbia, la “King James Bible”. 49 dei più grandi professori di lingue bibliche (ebreo e greco) lavorarono su di essa usando i manoscritti ebraici (chiamati “Massora”) fino a quando la Bibbia di Re Giacomo non fu pubblicata nel 1611 (ROM 9:4).

Dio benedisse la Gran Bretagna e l’America tanto quanto esse rispettarono la Bibbia. Un esempio storico può chiaramente spiegare tutto ciò:  il re Filippo di Spagna preparò la sua “Armada”, all’epoca pensata di essere invincibile, per attaccare la Gran Bretagna. Il 19 luglio 1588, le imbarcazioni della flotta spagnola furono segnalate al largo della costa Britannica. Sebbene la flotta britannica potesse contare solo su un contrattacco di 80 piccole navi, contro le 149 “dell’ Armada spagnola", si verificò il miracolo. Una forte tempesta, proprio in quel momento, diede la vittoria alla Gran Bretagna. Consapevole dell’intervento di Dio, la regina Elisabetta I, ordinò che fosse coniata una moneta d’argento riportante la seguente incisione: “Egli soffiò e loro furono dispersi", con il nome di Dio “Jehovah” in ebreo scritto sopra di essa. Sul retro della moneta c’era il disegno di una chiesa fondata sulla roccia con un’incisione latina: “Io posso essere attaccata ma non ferita.”

L’iscrizione sullo scudo

I simboli sullo scudo hanno tutti un’origine antica. I leoni inglesi sono posti nel primo e nel quarto riquadro, il leone scozzese invece nel secondo. Questo leone è il leone di Giuda che si trovava anche sullo stendardo reale degli Stewarts scozzesi (la Casa Reale di Scozia), trasferito poi sul blasone britannico dopo l’unificazione dell’Inghilterra e della Scozia nel 1603. Nel terzo riquadro c’è invece l’arpa che rappresenta l’Irlanda del Nord e che è l’arpa di Davide. Pertanto, tutti i simboli presenti sul blasone trovano la loro origine in Giuda.

Ciò conferma la promessa di Dio in 2 SAM 7:12,13, una promessa che si realizzò alla lettera! La famiglia della regina Elisabetta risale al Re Davide. Copie del suo albero genealogico possono essere trovate nel Museo Britannico e nel Castello di Windsor.

L'iscrizione "Dieu et mon Droit"

Se la si traduce, questa frase francese significa “Dio ed il mio diritto” ed appare sotto il blasone sui nastri. Essa parla del “diritto di nascita”.

Se si considerano tutte le promesse di diritto di nascita fatte da Dio ad Abramo e poi ad Isacco e Giacobbe diventa chiaro che queste promesse si realizzano completamente negli Anglosassoni di oggi. Quindi ci si deve aspettare che la “promessa di diritto di nascita” compaia sul blasone della Gran Bretagna.

La frase francese scritta introno allo scudo significa: “Maledetto si chiunque ti maledice” (GEN 27:29).

Il leone

Il leone, essendo il re degli animali (PROV 30:30), rappresenta la predominanza di Israele sulle alter nazioni. La Bibbia collega il simbolo del leone ad Israele (GEN 49:9; MIC 5:8).

L'unicorno

Così come il leone, l’unicorno è anche un simbolo di potere e forza. Mosè e Balaam fanno corrispondere l’unicorno con Israele (NUM 24:8).

Un’altra connessione può essere riscontrata in DEUT 33:17. L’unicorno era originariamente parte del blasone scozzese, ma poi fu aggiunto al leone inglese nel 1603 D.C.. Le registrazioni storiche dimostrano che l’unicorno potrebbe essere anche trovato sullo stendardo della tribù di Efraim durante la sua migrazione nel deserto. Questo è un’altra coincidenza che sottolinea che  i Britannici discendono per metà dalla tribù di Efraim.

Il leone con la corona

Il leone con la corona si trova seduto sulla corona sull’elmetto riportato sullo scudo. In LUC 1:32-33 si legge:

"...ed il Signore gli (Gesù) darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno..."

Pertanto, Gesù è rappresentato dal leone della tribù di Giuda (APO 5:5) in una posizione che enfatizza il Suo diritto a governare sulla Casa di Davide e Giacobbe.

L’elmetto e lo scettro

L’apostolo Paola citava questi simboli in una sua lettera agli Efesini. In EFE 2:12, Paolo usa la frase “La Federazione di Israele” ("Commonwealth of Israel" nella King James Bible), un’espressione poco usuale a quei tempi poichè una Federazione di Israele non esisteva.

Secondo le profezie del Vecchio Testamento Israele doveva essere una benedizione speciale per le altre nazioni.

Grazie alle loro attività missionarie, l’America e la Gran Bretagna divennero i principali responsabili della diffusione della Bibbia e di conseguenza della diffusione dello Spirito Santo negli ultimo giorni, così come professato dalla Bibbia (ATTI 2:16-21).

Le lingue di fuoco vicino all’elmetto

A destra ed a sinistra degli ornamenti dell’elmetto vengo fuori alcune cose come. "lingue di fuoco". Questi ornamenti sottolineano il diffondersi dello Spirito Santo. Leggiamo questa spiegazione della Bibbia:

"ed apparvero loro delle lingue di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro." ATTI 2:3

L'identificazione di Manasse

Le benedizioni di Israele

Le promesse nazionali furono dapprima fatte ad Abramo e poi ripetute ai discendenti di Isacco e di Giacobbe (= Israele). Dei dodici figli di Israele, Giuseppe era l’unico ad ereditare le promesse ed i suoi due figli  Efraim e Manasse le ereditarono a loro volta.

Giacobbe benedisse Efraim e Manasse sul suo letto di morte e preferì, contrariamente alla tradizione, il giovane Efraim piuttosto che il “primogenito“ Manasse (GEN 48:19). Così come si può vedere, il blasone reale della Gran Bretagna presenta dei simboli che si ricollegano alle promesse di Efraim.

La tredicesima tribù

Quando Giacobbe benedisse Efraim e Manasse, essi automaticamente si misero sullo stesso livello delle altre 11 tribù. Poichè la benedizione di Efraim era molto più importante di quella di Manasse, essa viene considerata generalmente come la tredicesima tribù.

La tibù di Manasse fu fatta prigioniera nel 744 a.C.. Se si applicasse la profezia della punizione  dei 2520 anni (cioè per sette volte) su Manasseh, si arriverebbe al 1776 d.C.. Questo era precisamente l’anno in cui gli Stati Uniti ottennero l’indipendenza dall Gran Bretagna. Nell’anno precedente (1775), tredici stati aderirono alla Dichiarazione d’Indipendenza e nel 1783 la Gran Bretagna acconsentì. Ecco due punti di identificazione: il periodo di tempo e i tredici stati.

I multipli del numero 13

Ci sono tredici stele sull’aquila; le parole latine "E Pluribus Unum" = "uno di molti", sono composte da tredici lettere; il ramo d’ulivo con 13 foglie e 13 olive, a sinistra. 13 frecce a destra, così come 13 strisce sullo scudo. (Le stelle citate da Giuseppe circa il suo sogno in GEN 37:9). In questo caso ogni stella rappresenta una tribù. Sul sigillo, ogni stella rappresenta uno stato dell’unione originaria.

Il sigillo degli Stati Uniti d’America
"Uno di molti"   "Egli prospera le nostre imprese"
Obverse   Reverse
Seal of the United States of America - Obverse The American Flag Seal of The United States of America - Reverse
"il nuovo ordine dei popoli" GEN 48:19 "Egli (Manasse) diventerà un popolo"

Il sigillo fu disegnato nel 1782 ed introdotto nel 1789. Sul fronte c’è un’aquila che corrisponde con quella di APO 12:14 quando Israele sfugge nel deserto per essere nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo. Manasse ed Efraim erano ancora uniti a quel tempo.

Le parole “Annuit Coeptis", composte anch’esse da 13, hanno anche un significato spirituale. Esse significano: “Egli prospera le nostre imprese” o più specificatamente “Egli promuove la nostra indipendenza”. I fondatori dello stato a quel tempo dovevano invece fidarsi di Dio poiché essi non avevano nessuna guida politica né supporto finanziario su cui basarsi.

Lo standardo del presidente

Questo stendardo è paragonabile con lo “Stendardo Reale” della Gran Bretagna ed è usato dal Presidente come uno strumento di rappresentazione tanto quanto la bandiera della Casa Reale Brittanica.

Una grande nazione

Risaliamo a GEN 48:19. Il Signore disse tramite Israele che i discendenti di Manasse sarebbero diventati una grande nazione, ma non così grande come quella di Efraim i cui discendenti sarebbero diventati una moltitudine di nazioni.

Sia la Gran Bretagna sia gli Stati Uniti  hanno  molte radici isrealite; ma solo la Gran Bretagna diventò una moltitudine di nazioni e solo gli Stati Uniti hanno il n.13 come simbolo, che rappresenta una grande nazione. Questi fatti, unitamente alla punizione che si è ripetuta per sette volte, identificano la Gran Bretagna con i discendenti di Efraim e gli Stati Uniti con i discendenti di Manasse.

L’albero di ulivo

L’albero d’ulivo è un altro simbolo ed è usato nella Bibbia in molte occasioni per illustrare Israele (per esempio ROM 11:14-29).

Il retro del sigillo

Tramite la Bibbia sappiamo che i figli di Giuseppe, Efraim e Manasse, nacquero in Egitto nei pressi delle piramidi.

La grande Piramide sul retro del sigillo ha 13 strati di pietra, uno per ogni tribù.

I fondatori degli Stati Uniti non erano sicuramente consapevoli del fatto che la Grande Piramide aveva un sitema di passaggi all’interno che rivela le profezie concernenti Israele quando si applica l’unità di misura britannico (pollici). Questo sistema evidenzia molte date importanti nella storia di Israele, per esempio l’esodo dall’Egitto e la crocefissione di Gesù Cristo, l’inizio della Prima Guerra Mondiale il 4 Agosto 1914 e la sua fine l’ 11/11/1918. La pietra angolare (Gesù), che fu riprovata manca anche nella piramide vera e propria.

Conclusione

L’identificazione dell’America e della Gran Bretagna come Israele non significa che essi hanno un predominio spirituale sulle altre nazioni, ma piuttosto che il loro compito è quello di essere un esempio per le altre nazioni.

In particolar modo, negli scorsi decenni, queste nazioni non hanno più portato a termine questo compito e stanno andando sempre peggio per questo motivo.

Tuttavia, il compimento delle promesse ad Israele dimostra l’affidabilità della profezia biblica in maniera strabiliante e quindi conferma l’autorità della Bibbia nella sua interezza. 

"Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne’ vostri cuori" 2 PIET 1:19.