Fieri di essere Protestanti

dal pastore Alan Campbell

 

 I contenuti di questo articolo sono basati su una predica del Pastore Campbell sul Reformation Sunday, 1985, alla Cregagh Pentecostal Felloship, a Belfast. 

Le recenti osservazioni del Cardinale Tomas O’Fiaich, Primate Cattolico Romano di tutta l’Irlanda, sul fatto che il 90% di tutto il fanatismo di Ulster sia da attribuire ai Protestanti, credo, abbiano messo in evidenza ciò che corrisponde ad una cospirazione virtuale per farci vergognare dello storico titolo, basato sulle scritture, di “Protestante” e rimuoverlo se possibile dal nostro modo di pensare e dal nostro vocabolario. Nei media è diventata una cosa accettata riferirsi ai rappresentanti eletti della comunità protestante come ai “controversi Lealisti.” Nelle denominazioni principali ci viene detto di dimenticare la Riforma e le infelici divisioni del passato, mentre appena poco tempo fa, una delle nostre Società Protestanti è stata respinta da un auditorium Cristiano del centro per via della parola “Protestante" nel suo titolo. Ancora più inquietante è la tendenza tra Evangelici e Pentecostali a dichiarare che: 

“Noi non siamo Protestanti, ma semplicemente cristiani del Nuovo Testamento.”

Noi in questa assemblea a Cregagh ci dissociamo da questo allontanamento dalla Verità. Questa è una comunità Pentecostale Protestante: noi non abbiamo alcun collegamento con il Consiglio delle Chiese, noi non abbiamo alcun legame profano con la chiesa cattolica romana o il movimento carismatico. Per noi, PROTESTANTE non è una parola sporca o un marchio di infamia, è un nome che portiamo con onore e ora vi spiegherò perché è così. 

Era sorto un giorno buio e minaccioso per i seguaci della Riforma. Lutero era stato dichiarato un fuorilegge e i suoi insegnamenti erano severamente proibiti. Nel 1526, il grande Riformatore fu chiamato a comparire davanti alla Dieta o Concilio di Spira, ed un decreto Imperiale annullò tutta la libertà religiosa e civile precedentemente concessa. Di fronte ad una situazione così grave, i Principi Riformisti in Germania redissero la seguente solenne protesta:

"NOI PROTESTIAMO attraverso questo manifesto, davanti a Dio, nostro solo Creatore, Conservatore, Redentore e Salvatore, e che un giorno sarà nostro Giudice supremo, come pure davanti a tutti gli uomini e tutte le creature, e per fare questo, che noi, nel nostro nome, e per il nostro popolo, non daremo il nostro consenso né la nostra adesione in alcun modo al decreto proposto, in tutto ciò che è contrario a Dio, alla Sua Santa Parola, ai diritti della nostra coscienza, e alla salvezza delle nostre anime. Non c’è una vera dottrina ma ciò che è conforme alla Parola di Dio. Il Signore proibisce l’insegnamento di ogni altra fede."

 

1. Siamo orgogliosi di essere Protestanti perché rifiutiamo le dichiarazioni fraudolente del Papato e del Clero Romano. 

 

E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli.” MATT 23:9.

Nella sua enciclica “Sapientiae Christianae” pubblicata nel 1890, circa vent’anni dopo il dogma di Infallibilità papale, Papa Leone XIII dichiarò: Il sommo maestro nella Chiesa è il Pontefice romano. E come la concordia degli animi richiede un perfetto consenso in una stessa fede, così richiede che le volontà siano perfettamente soggette e obbedienti alla Chiesa e al romano Pontefice, come a Dio.”

Il decreto originale di infallibilità emesso il 18 luglio 1870 afferma che:

 “Il Romano Pontefice, quando parla ex-cathedra … gode di quell’infallibilità, con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa. Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia! Sia anatema.” 

Le pretese contenute in queste affermazioni totalmente oltraggiose e false, si poggiano sull’interpretazione falsificata e mitizzata della persona a cui, secondo loro, il nostro Signore diede le chiavi del Regno e il poter di legare e sciogliere. Contrariamente alle tradizioni della Gerarchia Cattolica, che reclama Pietro come il Vescovo di Roma dal 42 d.C. fino al suo martirio nella stessa città nel 67 d.C. le Scritture rivelano l’opposto. Secondo il Libro degli Atti, Pietro era ancora nell’aerea di Lidda e Joppa nel 40 d.C. Era ancora a Gerusalemme intorno al 54 d.C. quando Paolo andò lì per partecipare al Concilio della Chiesa. Nel 58 d.C., quando Paolo scrisse la sua Lettera ai Romani, in tutti i suoi saluti per nome ai membri più importanti della Chiesa locale, non c’è alcun riferimento a Pietro che secondo i cattolici era il loro Vescovo. In tutte le lettere di Paolo durante la sua prigionia a Roma: Efesini, Filippesi, Colossesi, Filemone e Seconda Timoteo, non c’è alcun riferimento che Pietro fosse a Roma. Paolo arriva perfino a dire che tutti lo avevano abbandonato, eccetto Luca, e la stessa lettera di Pietro lo colloca a Babilonia. Alla faccia del mito della Successione Apostolica da Pietro! Comunque allo scopo di rafforzare le loro pretese sul primato e comando sulla Chiesa, i Papi produssero due vergognose falsificazioni: i Decretali dello Pseudo-Isidoro e la Donazione di Costantino. 

Questi decretali furono attribuiti ad un certo Isidoro arcivescovo di Siviglia in Spagna e apparvero per la prima volta nel Nono Secolo. Ecco quanto il Dr. James Heron ha da dire riguardo ad essi in questo libro “L’evoluzione della Cristianità Latina.”

“La prima parte conteneva, tra le altre cose, falsi decreti che pretendevano di essere stati pubblicati da Vescovi Romani, da Clemente di Roma a Melchiade che morì nel 314. La seconda parte conteneva la falsa Donazione di Costantino, secondo cui Costantino diede a Silvestro, Vescovo di Roma, non solamente il Palazzo del Laterano come luogo di residenza per lui ed i suoi successori, ma anche tutti gli emblemi imperiali con una larga parte del territorio romano e italiano, pertanto anteponendo la data del potere temporale dei papi di più di quattrocento anni. La terza parte del lavoro contiene quelli che si spacciano per essere i decreti dei vescovi romani da Silvestro in poi, di cui 35 sono fasulli.”  

Attraverso il Medioevo, questi falsi aggiunti ai miti e alle tradizioni su Pietro, divennero le basi per l’elevazione e l’affermazione del Papa. In queste falsificazioni, il clero romano viene definito al di sopra delle leggi dell’uomo e del potere dei governi sottomessi al potere del papa. Essi divennero la vera base dell’Infallibilità papale, eppure perfino il Dizionario Cattolico edito da Donald Attwater e che porta un’approvazione ufficiale o un timbro di accettazione, ammette che essi sono dei falsi e li descrive con le seguenti parole:

Un numero di lettere papali false, he fingono di essere dei papi dei primi sei secoli, scritte e incluse in una collezione di Leggi Canoniche da un uomo che si fece chiamare Isidoro Mercator intorno al 850 d.C.. Esse coprono l'intero campo della dottrina e disciplina cristiana e mettono in risalto i diritti dell' episcopato della Santa Sede... Furono accettate come genuine e usate dai canonisti attraverso il Medioevo.

L’intero sistema papale, i suoi papi, cardinali, e preti che fanno sacrifici hanno la loro origine non nella Parola di Dio ma nei misteriosi culti caldei dell’antica Babilonia. Lo stesso titolo del Papa di Pontefice Massimo risale proprio a Babilonia dove scopriamo che era usato unicamente da Belshazzar. La gerarchia Papale è una montatura al di fuori delle scritture basata sulla frode e su una tradizione fasulla. Le uniche cariche stabilite nella Chiesa del Nuovo Testamento sono quelle di Apostoli, Profeti, Evangelisti, Pastori e Dottori. Nel rifiutare queste affermazioni del Papato noi siamo davvero orgogliosi di essere chiamati Protestanti.​

 

2. Siamo orgogliosi di essere Protestanti perché rifiutiamo la tradizione degli uomini e ci basiamo solo sulle Scritture come nostra regola di fede e di condotta. 

 

Attenetevi alla legge e alla testimonianza! Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c'è luce.” ISA 8:20

Sebbene la Chiesa di Roma possa ammettere solo a parole il concetto che i 66 libri della nostra Bibbia, sia Antico che Nuovo Testamento, siano la Parola inspirata di Dio, tuttavia essi la indeboliscono nel seguente modo: 

A) AGGIUNGENDO I LIBRI APOCRIFI

Nonostante possano esserci molte cose di valore storico nei libri apocrifi, specialmente in Esdra e nei Maccabei, i nostri avi riformatori, seguendo l’esempio della Chiesa delle origini, rigettarono questi libri dal Canone delle Scritture. Non sono ispirati, né formano la base su cui stabilire una dottrina affidabile. Il papato pretese il loro inserimento come parte della Parola di Dio al Concilio di Trento nel 1564, in modo da ottenere qualche piccolo appiglio per le loro dottrine pagane babilonesi, come ad esempio la preghiera per i morti. 

B) AGGIUNGENDO LA TRADIZIONE APOSTOLICA

Anche se i protestanti possono accettare una simile tradizione dove è conforme al piano di insegnamento delle Scritture, noi la rifiutiamo dove non lo è. La Chiesa di Roma ribalta questa posizione, cercando di rendere le Scritture conformi alla tradizione. Essi dicono:

“C’è una parte di dottrina in aggiunta superiore a quella che viene data nella Bibbia.”

Oltretutto, il Credo di Papa Pio IV dichiara: 

“Fermissimamente ammetto ed accetto le tradizioni ecclesiastiche e le altre osservanze e costituzioni della stessa Chiesa. Ammetto pure la sacra Scrittura secondo l'interpretazione che ne ha dato e ne dà la santa madre Chiesa, alla quale compete giudicare del senso genuino e dell'interpretazione delle sacre Scritture, né mai l'intenderò e l'interpreterò se non secondo l'unanime consenso dei padri.” 

Nel rito per l’accoglienza di un convertito, colui che viene ammesso nella Chiesa di Roma deve dichiarare che essi aderiscono a: 

L’autorità di tradizioni apostoliche ed ecclesiastiche e delle Sacre Scritture, che devono essere interpretate e comprese solo secondo il senso che la nostra Santa Madre, la Chiesa Cattolica ci ha dato.” 

Così vediamo che il cattolicesimo aggiunge i libri non ispirati apocrifi, alle tradizioni della Chiesa, e che tutto questo e poi soggetto all’interpretazione del papa e dei Padri della Chiesa.

Non solo il Cattolicesimo ha apportato delle aggiunte alla Vera Scrittura e ha cercato di rendere la Parola di Dio ininfluente sulla sua tradizione, ma attraverso i secoli essa ha cercato di bandire, bruciare e limitare la libera circolazione della Bibbia.  Durante i secoli bui del Medioevo, le Sacre Scritture erano disponibili soltanto in lingua Latina e perfino questo era limitato dal Concilio di Tolosa nel 1229 d.C., che dichiarava: 

“Noi proibiamo anche ai liaci il permesso di avere libri dell'Antico e del Nuovo Testamento... Proibiamo totalmente ad essi di avere i libri sobra citati in lingua volgare.” 

Così grande era il disprezzo del papato per quelli che ci hanno donato la bibbia nella nostra propria lingua, che nel caso di John Wycliffe, essi riesumarono il suo corpo dalla tomba, bruciarono i resti e sparsero le ceneri nel fiume Swift. Così come per William Tyndale, l’altro grande traduttore delle Sacre Scritture, che fu strangolato e bruciato a Vilvorde nel 1536 dai rappresentanti della Chiesa di Roma. Procedendo dal Medioevo a dall’epoca della Riforma fino al Diciannovesimo secolo, leggiamo il seguito nel libro “Le grandi encicliche di Papa Leo XIII”, pagine 412, 413: 

“Se la Sacra Bibbia in lingua colloquiale e generalmente permessa senza alcuna distinzione, in tal modo viene causato più danno che utilità... tutte le versioni in lingua volgare sono proibite perfino quelle cattoliche ameno che non sia approvato dalla Santa Sede... o pubblicate con annotazioni prese dai Padri della Chiesa e apprese dagli scrittori cattolici... tutte le versioni della Sacra Bibbia... fatte da non cattolici sono proibite, specialmente quelle pubblicate dalle Società Bibliche.”

Nelle encicliche pubblicate nel 1824, 1829, 1844 e 1846, le Società Bibliche si trovarono sotto attacco, e il Cardinale Wiseman nel suo libro “La Dottrina Cattolica sull’uso della Bibbia” pagina 11, dice: 

“Anni di esperienza hanno rafforzato la nostra convinzione che… dobbiamo rifiutare al Protestantesimo ogni diritto di usare la Bibbia, ancora di più di interpretarla.” 

Ciò nonostante il Rev. J. B. Bagshaw DD, nel suo libro intitolato “I limiti della Chiesa Cattolica” pagine 249/50 dice: 

“La Chiesa pone delle restrizioni sulla lettura della Bibbia.”

Molti senza dubbio sosterranno che dal Concilio Vaticano II e la nascita dell’Ecumenismo e del Movimento Carismatico, i cattolici romani ora stanno leggendo la Bibbia, e l’atteggiamento della gerarchia è cambiato. Lasciatemi illustrare un avvenimento, non di secoli fa, ma all’epoca presente: 

“I missionari della Crociata Mondiale per l’Evangelizzazione riferiscono che in una serie di incontri a Tarancon, in Spagna, dei giovani fecero delle visite porta a porta donando delle copie del Vangelo di Giovanni. Insorse l’opposizione con il suono delle campane della chiesa e mille persone assalirono i cristiani. Fu necessaria la protezione della polizia e poco dopo, i persecutori fecero un rogo pubblico dei Vangeli accompagnato dal Rosario che veniva recitato per la salvezza del protestanti.(Lancashire Orange News, Nov./Dic. 1986).

Ci siamo allontanati da una simile tenebra per dichiarare ancora con orgoglio che: “La Bibbia, e solo la Bibbia è la religione dei Protestanti.” 

 

3. Siamo fieri di essere protestanti perché rifiutiamo la messa cattolica… Per l’opera compiuta di Cristo al Calvario.

 

“Egli invece (Gesù Cristo), dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio:” – EBR 10:12

E’ diventato popolare in questi giorni di Ecumenismo, dire ai male informati e delusi protestanti che l’eucarestia è solo l’equivalente cattolico romano del nostro culto di Santa Cena o della rottura del pane. NON lo è. Quando ci riuniamo per la Santa Cena come Protestanti, prendiamo parte ad un sacramento, non ad un sacrificio per i peccati. Stiamo ricordando la morte del Signore, non la stiamo rappresentando di nuovo o ripetendo. Il pane e il vino nella nostra Santa Cena Protestante restano semplicemente ciò che sono, simboli che rappresentano il prezzo pagato per la nostra salvezza, non sono stati tramutati da qualche parola magica nel corpo e sangue di Cristo. Qual è allora l’insegnamento dei cattolici? Il Credo di Papa Pio IV ci dà la risposta: 

“...che nel santissimo sacramento dell'Eucaristia c'è veramente, realmente e sostanzialmente il corpo e il sangue assieme all'anima e alla divinità di nostro Signore GEsù Cristo, e che avviene la conversione di tutta la sostanza del pane in corpo e di tutta la sostanza del vino in sangue, la qual conversione la Chiesa Cattolica chiama trasustanziazione.”

Il Concilio di Trento arriva a dichiarare: 

“Se qualcuno negerà che nel santissimo sacramento dell'eucaristia è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente il corpo e il sangue di nostro Signore Gesù Cristo con l'anima e la divinità sia anatema (maledetto).”

Nel libro “I Segreti del Cattolicesimo.” dell’ex prete Zachello, leggiamo che i cattolici credono che: 

“La Messa è il Sacrificio del corpo e del sangue di Cristo offerto sui nostri altari sotto l’apparenza del pane e del vino, per commemorate e CONTINUARE il sacrificio della Croce. La Santa Eucaristia non è solo un sacramento ma un sacrificio e questo doppio mistero è compiuto nella Messa… il più sublime, sacro e solenne atto di adorazione religiosa che possiamo compiere.

Nel libro della messa cattolico romana leggiamo: 

“Dopo le parole di consacrazione, il prete inginocchiandosi, adora l’Ostia Sacra (l’ostia della comunione); alzandosi la solleva… dicendo, “Mio Signore e mio Dio:”

C’è da meravigliarsi se in nostri antenati anglicani hanno definito questo come “una favola blasfema ed un pericoloso inganno?” C’è da meravigliarsi se i nostri antenati Presbiteriani hanno detto che “La messa è un affronto abominevole all’unico sacrificio di cristo fatto per sempre per i peccati?”  A noi non servono preti che celebrino messa, il Signore Gesù è il nostra grande Sommo Sacerdote che vive sempre per intercedere per noi. Non abbiamo bisogno di nessun altro sacrificio che quello che Lui ha fatto una volta solo e per tutte sul Calvario. Non ci inchineremo mai in adorazione, chiamando una piccolo cialda di acqua e farina nostro Signore e nostro Dio. Ci siamo allontanati da tali profondità di stregoneria satanica e dichiariamo ancora che siamo fieri di essere Protestanti.  

 

4. Siamo fieri di essere protestanti perché rifiutiamo la confessione ad un prete o ad ogni altro peccatore.

 

“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo, il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti” 1 TIM 2:5 e 6

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” 1 GIOV 1:9

La pratica cattolica romana di confessarsi ad un prete, che poi garantisce la remissione dei peccati o l’assoluzione, a condizione di compiere una penitenza che stabilisce lui, era sconosciuta nella Chiesa del Nuovo Testamento, e successivamente per molti secoli finché il cattolicesimo si sviluppò in una forma compiuta. La confessione ad un prete fu promulgata ufficialmente per la prima volta dal Concilio Laterano del 1215 d.C., e fu dichiarata ufficialmente un sacramento nel 1439 d.C. dal Concilio di Firenze. Ormai il papato aveva l’audacia di dichiarare:

“Che ogni uomo e ogni donna dopo essere giunti all'età del discernimento, dovrebbero confessare privatamente i propri peccati al proprio sacerdote almeno una volta all'anno e impegnarsi fedelmente a compiere la penitenza imposta loro; e in seguito, dovrebbero andare al Sacramento (la messa), al meno a Pasqua, a meno che il prete per qualche motivo radionevole non giudichi che debbano astenersi per un periodo, e chiunque non lo compia, sia scomunicato dalla chiesa e se muore, non lgi sia concessa una sepultura cristiana." (I decreti del Concilio Laterano) 

L’arroganza sacerdotale naturalmente crebbe da un simile sistema, fino al punto che il “santo” cattolico Alfonso Liguori scrisse il seguente brano blasfemo:  

“Se il Redentore discendesse in una Chiesa e si sedesse in un confessionale per amministrare il sacramento della Penitenza, ed un prete si sedesse in un altro confessionale, Gesù direbbe ad ogni penitente ’Ego te absolvo’ (Io ti assolvo) e il sacerdote direbbe ugualmente ’Ego te absolvo’ e i penitenti di ciascuno sarebbero ugualmente assolti.”

Così il sacerdote cattolico è reso uguale a Gesù! Un simile sistema non è biblico, essendo senza fondamento nelle scritture, è ingannevole, dando al penitente la falsa certezza che i suoi peccati siano stati rimessi o perdonati dal prete, che è lui stesso un peccatore. L’intero sistema è stato mostrato per incoraggiare il peccato e l’immoralità, e come già dimostrato, ne consegue l’esaltazione di un peccatore, chiamato prete cattolico. Inoltre, nel Confessionale, non c’è bisogno di vero pentimento o dispiacere per il peccato.

“Per ottenere il perdono, non è necessario essere dispiaciuti per i crimini commessi, perché sono offese contro la società o Dio, MA è sufficiente che il criminale sia dispiaciuto per timore di finire all’inferno per sempre, se non li confessa e ottiene il perdono del sacerdote.” (Segreti del Cattolicesimo, Pagina 109)

Si narra di un’anziana signora cristiana che, sul suo letto di morte, ricevette la visita di un prete cattolico che le disse che era venuto per perdonare i suoi peccati. Lei gli chiese di vedere le sue mani e dopo averle esaminate, gli disse bruscamente che era un imbroglione ed un impostore.  “L’unico prete che può perdonare i miei peccati, ha i segni dei chiodi sulle mani” dichiarò giustamente. 

Siamo orgogliosi e riconoscenti di essere protestanti perché non ci inginocchieremo mai davanti ad un prete cattolico nel buio di un confessionale per confessare i nostri peccati, o i nostri pensieri intimi e le nostre azioni. Noi andiamo oltre un simile inganno e andiamo direttamente al nostro grande Sommo Sacerdote, il nostro Avvocato e Mediatore, il Signore Gesù, l’unico che ha il potere non solo di perdonare i nostri peccati ma anche di liberarci dal potere del peccato stesso. 

 

 5. Siamo orgogliosi di essere protestanti perché rifiutiamo la truffa del Purgatorio papale. 

 

e il sangue di Gesù Cristo... ci purifica da ogni peccato.” 1 GIOV 1:7

Una delle dottrine più infernali del papato è quella di un mitico purgatorio, la cui origine poggia sulla cupidigia della Chiesa, e il naturale esito di ciò è che la salvezza è a pagamento, nonostante il nostro Signore abbia detto che era per grazia, “senza soldi e senza prezzo” Come la maggior parte dei dogmi cattolici il Purgatorio è una novità medioevale che ha le sua radici a Babilonia. Il concetto di Purgatorio comparve per la prima volta in un articolo di Fede nel 1439 d.C. al Concilio di Firenze, e fu in seguito confermato nel 1548 dal Concilio di Trento. Roma sostiene che il Purgatorio è un luogo dove le anime dei defunti subiscono l’espiazione, e il Credo di Pio IV afferma:  

“Affermo costantemente che essiste il Purgatorio e che le anime confinate lì siano aiutate dall'intercessione dei fedeli." 

San Tommaso D’Aquino insegnava che: 

C’è uno stesso fuoco che tormenta i dannati all’Inferno e i giusti in Purgatorio.”

La Chiesa poi insegna che gli anni, perfino i secoli, che devono essere trascorsi in un luogo così orribile possano essere ridotti dai cattolici romani in vita che pagano per avere delle messe recitate per liberare le anime dei loro amati defunti da questo luogo di tormenti, o dall’acquisto o dall’ottenimento di osservanze religiose, che Roma chiama indulgenze, e l’indulgenza è: 

la parziale remissione della punizione temporale dovuta per il perdono dei peccati, garantita dal Papa e dai Vescovi, al di fuori dal tesoro spirituale della Chiesa, che è fatta degli infiniti meriti salvifici di Gesù e il merito sovrabbondante dei Santi. “ 

I Cattolici romani possono guadagnare la remissione dal Purgatorio visitando santuari come Fatima, Lourdes, o la Scala Santa a Roma. In alternativa possono finanziare associazioni o confraternite, ad esempio La Società della Perpetua Novena, La Confraternita della Medaglia Miracolosa

Possono guadagnare indulgenze anche recitando il Rosario, per la devozione al Sacro Cuore, o indossando delle medaglie sacre come l’Agnus Dei o lo scapolare del Beato Simon Stock. Da queste pratiche nasceva una volgare superstizione e i poveri, delusi, cattolici romani erano incoraggiati a tentare e ad impegnarsi in esse o a comprare il perdono per i peccati. Tutto questo inganno finì per accrescere la ricchezza del Papato a spese della gente. Fu contro questo abominevole insegnamento che Martin Lutero fu costretto ad alzare una voce di protesta, dando perciò formalmente inizio al lavoro della Riforma. Noi sosteniamo il Riformatore e orgogliosi dell’eredità Protestante, anche noi rifiutiamo ogni idea di Purgatorio, indulgenze o del faticare o pagare per entrare nel Regno di Dio.

 

 6. Siamo orgogliosi di essere Protestanti perché crediamo che la salvezza è per grazia attraverso la sola fede.  

 

Noi dunque riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.” ROM 3:28

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro SignoreROM 5:1

Molte delle dottrine non bibliche di Roma come il Purgatorio, la messa e la confessione ad un prete, derivano dal basilare errore radicale, che la salvezza non sia per grazia attraverso la fede sola, ma che possa in qualche modo essere meritata, conquistata, o comprata. Infatti il tema centrale delle Scritture, riscoperto con la Riforma, della salvezza per fede sull’opera compiuta dell’espiazione di Cristo, è negata esplicitamente dal cattolicesimo romano. Il Concilio di Trento dichiara: 

“Chiunque dirà che gli uomini sono giustificati unicamente per la sola imputazione della giustizia di Cristo, o che la grazia die Dio per la quale siamo giustificati sia solo il favore di Dio, SIA EGLI ANATEMA.”

C’è un chiaro ripudio dell’insegnamento del Nuovo Testamento e mostra a chiunque abbia occhi per vedere la natura anti Cristiana della religione papale. Siamo orgogliosi di essere protestanti oggi perché c’è stato un tempo nella nostra esperienza quando ci siamo resi conto della nostra condizione perduta e piena di peccato davanti a Dio, ci siamo resi conto che eravamo condannati e sotto la maledizione della legge e della morte, ci siamo resi conto che nessuna regola religiosa, ordine, sacramento o rito, nessun numero di preghiere, buone opere, o donazioni di denaro, avrebbe potuto farci ottenere la salvezza ma che Gesù aveva compiuto ogni cosa. Lui è andato al Calvario e ha versato il suo prezioso sangue espiatorio per noi, se avessimo avuto fede nel sacrificio pienamente sufficiente che Lui ha fatto, e ci fossimo pentiti dei nostri peccati, saremmo stati completamente giustificati. Ecco perché cantiamo così spesso l’amato cantico in questa assemblea: 

“Sono coperto di vesti di giustizia, che Mio Padre mi dona;

Sono coperto con il prezioso sangue di Gesù e Lui vive in me.

O che gioia è sapere che il mio Padre Celeste mi ama così

Mi ha dato il mio Gesù e quando mi guarda

Non vede quello che ero, ma Lui vede Gesù.”

 

7. Siamo orgogliosi di essere Protestanti perché rifiutiamo l’idolatria degradante del Sistema papale.

 

Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna… thou shalt not bow thyself down to them nor serve them. ESOD 20:4 e 5

Non c’è niente di più triste o degradante che vedere un uomo o una donna adulti, perfino di intelligenza media, in una civilizzata nazione occidentale, prostrarsi di fronte ad un’immagine di legno o di pietra per adorarla, lodarla, baciarla e pregarla. Simile scene ci aspettiamo di vederle negli angoli più bui del paganesimo in Africa o in Asia, invece simili pratiche fanno parte della vita quotidiana nell’adorazione cattolica. Qualcuno potrebbe farci credere che sono gli eccessi di pochi fanatici in Spagna o Sud America, ma leggiamo ancora la dottrina ufficiale della chiesa di Roma:

“Il Comandamento non proibisce di farsi immagini.” (Catechismo – Canon Cafferata)

“E' anche giusto onorare le immagini sacre di Gesù Cristo e dei Santi... noi onoriamo anche le reliquie dei Santi.” (Compendium di Papa Pius X)

“Oltre ad onorare i santi stessi direttamente, noi li onoriamo indirettamente nelle loro reliquie e immagini.” (Studenti di Dottrina Cattolica di C. Hert)

“Dichiaro fermamente che si possono ritrarre ritenere le immagini di Cristo e della Sempre Vergine Madre di Dio, come pure degli altri santi, e che ad esse si deve tributare l'onore dovuto e la venerezione.” (Credo di Papa Pius IV)

In effetti è una pratica comune tra i cattolici omettere completamente il secondo comandamento che proibisce l’idolatria, e cerca di camuffare la cosa dividendo il decimo in due parti diverse. Roma divide perfino la sua adorazione in tre distinte categorie:

 

  1. LATRIA – dovuto al Signore.
  2. DULIA – dovuto ai Santi.
  3. HYPERDULIA – dovuto alla Vergine Maria.

Il Cattolicesimo è il più grande Sistema di Idolatria esistente oggi. I suoi poveri creduloni spiritualmente ciechi adorano i Santi, gli angeli, le immagini, le reliquie e perfino l’ostia della Messa. Non ci inchineremo mai davanti ad una superstizione tanto vile, non adoreremo mai niente altro che l’unico Dio vero e vivente e per questa ragione siamo fieri di essere protestanti.  

 

8. Siamo fieri di essere protestanti perché rifiutiamo il culto pagano della Vergine Maria. 

 

E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati.” ATTI 4:12

Dalle acque inquinate dell’idolatria che caratterizza il Cattolicesimo, è venuto fuori il Massimo della blasfemia: l’esaltazione della Madre del nostro Signore al grado di Regina del Cielo, Co-redentrice, co-mediatrice, avvocatessa dei peccati, concepita immacolata, e che ora regna in cielo con suo Figlio. Questo è naturalmente niente di più o di meno che un ritorno al vecchio culto pagano della dea Madre che ha le sue radici nei misteriosi culti egizi e babilonesi. Potremmo citare una gran quantità di materiale dai libri religiosi cattolici per dimostrare quanto spazio ricopra il culto di Maria ma il breve passaggio seguente dovrebbe bastare: 

“Nessuna infermità è cosi malignia che non possa essere sconfitta senza indugio da parte del benedetto nome della Vergine.”

“Non basta che Maria sia stata ricevuta in cielo…” grazie alla sua cooperazione nella passione di suo Figlio, lei è stata incoronata Regina del Cielo dal Padre Eterno…affinché abbia un trono alla destra di suo Figlio… giorno per giorno, ora dopo ora lei sta pregando per noi, ottenendo misericordia per noi, preservandoci dal pericolo… facendo piovere benedizioni su di noi. Quale fiducia abbiamo in lei… noi invochiamo: “O, Maria, concepita senza peccato, o Maria Regina del Cielo, prega per noi che abbiamo rifugio in te.” 

"Perché Maria rimase sulla terra? Per confortare,sostenere, istruire e consigliare i primi discepoli di Cristo... in cielo lei è ancora la nostra Consolatrice, consigliera e guida.”

“La Chiesa aiutata e istruita dallo Spirito Santo, dà a Maria titoli che ricordano quelli del Suo Figlio Divino. Gesù è il nostro Re, Maria è la nostra Regina, Gesù è il nostro Avvocato e Mediatore, Maria è il nostro Avvocato e Mediatrice... Gesù è la via che ci conduce in Cielo, Maria è la Porta del Cielo.”

“trova rifugio in lei – (Maria) con frequenza e con fervore… chiedile di presentare le tue richieste… se lei prega per te puoi stare tranquillo che Dio concederà ciò che lei chiede.” 

Avete mai sentito una simile blasfemia? Solo Gesù Cristo è il nostro Mediatore, Avvocato, Salvatore, Guaritore e Re. Lo Spirito Santo, non la Vergine Maria, è il nostro Consolatore che ci conduce e guida verso tutta la verità. Questa è una sorta di insegnamento satanico che perfino in questi ultimi anni del Ventesimo Secolo, può portare migliaia di cattolici irlandesi a stare in piedi per ore in adorazione di fronte a una cosiddetta “Statua che si Muove” della Regina del Cielo (come a Ballinspittle). Ora (1987), il Papa ha dichiarato durante la Messa del Nuovo Anno che questo sarà l’Anno di Maria. Speciali preghiere e adorazioni inizieranno il 7 giugno e dureranno fino al 15 agosto 1988. Sta per essere pubblicata una speciale Enciclica papale sul culto a Maria. Noi rifiutiamo un simile Sistema di paganesimo battezzato, e siamo orgogliosi di essere Protestanti, che adorano Cristo e soltanto Cristo.

 

 9. Siamo orgogliosi di essere Protestanti perché siamo leali patrioti britannici.

 

Nessuno può servire a due padroni”. MATT 6:24

Alcuni dei nostri amici evangelici diranno che potremmo omettere questo ultimo punto, perché stiamo entrando nel campo della controversia politica. Comunque i fatti devono essere esposti perché i fatti sono cose ostinate. La Chiesa di Roma è il nemico imperituro della nostra libertà civile e religiosa, e nel corso della storia ha cercato di sottomettere queste nazioni protestanti al suo volere malvagio. Fu il Cattolicesimo a mandare l’Armata Spagnola contro la Gran Bretagna, ma Dio “soffiò con i suoi venti” e fu dispersa. Furono i disonesti cattolici romani e i preti gesuiti a cospirare e a pianificare l’assassinio di Elisabetta I e mettere la cattolica Maria, Regina di Scozia, sul trono d’Inghilterra. Fu il cattolico Guy Fawkes e il suo gruppo di cospiratori cattolici che cercarono di far esplodere il Parlamento nel 1605. Fu il Re Cattolico Giacomo II che cercò di distruggere la libertà civile e religiosa, se non fosse stato per Re Guglielmo III d’Orange nel 1688-90. Ogni ribellione in questa smeraldina isola dell’Irlanda, è stata fomentata dal Cattolicesimo, perfino durante la Prima Guerra Mondiale quando la Gran Bretagna fu chiusa dentro un combattimento tra la vita e la morte contro la Germania, la pugnalata alla schiena, la nascita dell’IRA a Dublino nel 1916 ebbe la benedizione del papa di allora Benedetto. 

Ascoltate solo cosa hanno detto i portavoce e i santi cattolici sulle nostre libertà protestanti. 

“La morte di un infidele (non cattolico) piace al Signore.” St. Bernard.

Nessun uomo ha il diritto di avere la sua religione.” Bishop Hughes, 26 gennaio 1852.

“La Chiesa Cattolica non accetta e non puo favorire in nessun modo la liberta in senso protestante.” The Catholic World, aprile 1870.

“lo stato non ha il diritto di lasciare ogni uomo libero di professare e abbracciare qualsiasi religione egli desideri.” Pope Pius IX

“Quando noi cattolici chiediamo libertà in uno stato moderno, noi appelliamo ai principi di esso NON AI NOSTRI

“AUno stato Cattolico non si sottrarràda misure repressive per assicurare il dominio dei principi cattolici Catholic State will not shrink from repressive measures to secure the domination of Catholic principles.” Monsignor Ronald Knox.

“Lo abbiamo detto prima e lo riipettiamo - il Protestantesimo non è una religione, è una malatia.” ‘Father’ Lester S.J. scrivendo nel R.C. ‘Universe’, 19 marzo, 1923. 

I Cattolici Romani considerano il Regno Unito come la “Dote di Maria” che dovrebbe ancora essere sottomessa al Papa – lasciamoglielo dire a loro stessi: 

“Il nostro scopo è quello di re-insediare il Papa.” Cardinal Bourne.

“Il nostro scopo e di convertire ogni singolo uomo, donna, bambino in Gran Britagnia.” R.C. Vescovo di Clifton scrivendo in Daily Telegraph, 8 maggio, 1957.

Da qui il Cardinale Manning potrebbe specificare correttamente il loro scopo in queste parole: 

“E' il vostro compito, Reverendi Padri, di SOGGIOGARE e SOTTOMETTERE per CONQUISTARE e GOVERNARE una razza imperiale... Dobbiamo piegare o rompere ciò che le nazioni hanno trovato invincibile e inflessibile. Se l'eresia fosse vinta in Inghilterra, sarebbe vinta in tutto il mondo.”

Siamo orgogliosi di essere protestanti perché non abbiamo lealtà divise, né duplici. Siamo fedeli, patrioti cittadini britannici a causa della nostra fedeltà alla Regina Elisabetta II e ai suoi successori che sono Protestanti.  

Per queste nove ragioni, e per molte altre che il tempo non mi permette di esplorare oggi, siamo lieti di dichiarare che siamo orgogliosi di essere Protestanti, orgogliosi che questa sia una comunità protestante pentecostale; restiamo tutti concordi sulla Verità della Riforma, dicendo NO al Papato, NO all’Ecumenismo, NO ai falsi carismatici.

Come Lutero diciamo: 

“La mia posizione è questa, non posso cedere.”

E come Giosuè una volta rivolgendosi ad Israele alla sua epoca, sfidiamo tutti quelli che ascoltano e leggono questo messaggio:

“Scegliete oggi chi volete servire. Quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore.”